blog aperto | mordi uno STUDENTE

MORDI UNO STUDENTE


Suggestioni:

Ci sono numerose facoltà a Venezia, quasi tutte quelle “classiche”, ad eccezione di Medicina e Giurisprudenza, che tutti vanno a Padova; e poi quella succursale di design industriale a Treviso che è misteriosa ai profani almeno quanto le università in isola, che portano sempre acronimi strani IELD, IULM e così via. Università misteriosissime , immerse nel languido verde lagunare di isole riportate in vita attraverso restauri che parevano più battaglie. Da lì gli studenti sono strani pendolari 9 mesi all’anno, perché poi quando si fa estate devono cedere il posto in convitto ai turisti, per prassi di costi-ricavi e management integrato. Sono piccoli gruppi che talvolta organizzano grigliate, come gli Erasmus, che sono una cosa a sé, un clan di persone consce di esser qui per studiare, ma alla fine neanche troppo, che è una legittima esperienza culturale e i voti si…buoni propositi che naufragano nello spritz.
Poi ci sono i dipartimenti: quelli umanistici e freakettoni, che han perso il buon costume di invadere i cortili con feste poco o nulla autorizzate, e quelli di management, nel ex-macello, dove tutto pare funzionare al meglio del rigore italiano. Scienze è a Mestre, ora, e architettura si fa strada lentamente, tra una gaffe l’altra delle amministrazioni. Tutto tace dall’Accademia, che vanta una delle viste più belle sul canale della Giudecca. Lingue la trovi ovunque, una babele di aule, sparse a centinaia nel labirinto della città, che è impossibile spiegare a un turista che non esiste UNA sede dell’università . Poi esasperato lo mandi Ai pompieri. Che almeno veda il cortile delle segreterie e quello adorabile, più piccolo di Ca’ Dolfin. Una lacrima di stupore al Conservatorio, che ancora a troppo pochi riserva le sue meraviglie.

Fare l’università a Venezia è un’esperienza dolcissima, inebriante, se soprassiedi sul magma burocratico, gli studenti a Venezia , resteranno studenti a lungo. Perché è bello. E’ magico. E’ surreale. E’ un gioco di giri, saluti, amori, sorrisi, protetti dalle onde. E’ stupirsi la prima volta che un residente ti accompagna sotto quel ponte basso che collega due chiese, a vedere il riflesso dei lampioni che rimbalzan sulle onde e sulla volta appena sopra, che ti sembra di volare in un mare di onde e luci, e se canti c’è l’eco. Venezia gli studenti li assaggia un poco tutti, li protegge, ma non si affeziona e chiede loro discrezione. Sono loro che si affezionano a lei. Perché lei ti sta attorno morbida come l’ovatta e chiede di non crescere mai, e ciò è conforme ai sogni dei più. Se vuoi crescere te ne devi andare. Perché?

Annunci

Tu cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...